mercoledì 1 giugno 2011

COME MIGLIORARE LE RELAZIONI


Immagina di avere in dotazione un conto corrente dove versare e prelevare emozioni. Tutti sappiamo come funzioni un normale conto corrente bancario: si può prelevare solo se prima si è versato, perchè altrimenti “si va in rosso” e arriva immediata una telefonatina della banca che ti informa dell'accaduto . A meno che tu su quel conto non possieda un “fido”, che implica ovviamente la “fiducia” nel fatto che fatto che tu sia in grado di far rientrare quei capitali che ti son stati concessi (in genere con un tasso d'interesse solitamente non proprio “amichevole”), fiducia basata su un passato in cui hai dato inconfutabili prove del fatto che sei solvibile. Prova a pensare che con le persone funziona allo stesso modo comprese le donne e le amicizie...Ogni persona con cui intrattieni un rapporto di qualunque tipo è come se fosse una filiale di banca dove hai aperto un conto corrente: ma non si versa e preleva denaro, bensì emozioni.
Versiamo sul conto corrente emozionale dando attenzioni, facendo un complimento, una cortesia , una buona azione, mostrando sincero interesse nei confronti di qualcuno o qualcuna.

Preleviamo, invece, ogni qual volta siamo irrispettosi, sgarbati, scostanti, tradiamo la fiducia accordataci, rubiamo energia, assumiamo atteggiamenti di superiorità. Per poter prelevare, ovvero avere l'attenzione, la pazienza e l'affetto di una persona , tu devi avere prima versato attenzione, pazienza e affetto per lei.

Se il conto corrente emozionale è ben rimpinguato, la persona con la quale intratteniamo il rapporto sarà disposta a passare sopra un nostro “prelievo” , memore del fatto che quella situazione non rappresenta la normalità. Ma non si può pensare di prelevare sempre. Ci sono alcuni soggetti che sono continuamente centrati su se stessi, vedono tutto solo dal loro punto di vista , chiedono attenzione e non ne danno mai, chiedono calore, amicizia, devozione senza mai concederne a loro volta. In questo modo il tuo conto corrente emozionale nei loro confronti va in rosso e prima o poi si “esaurisce il fido” e cessa l'erogazione.

Se la tua compagna da un po' di tempo è particolarmente scostante o indisponente nei tuoi confronti, è una possibile indicazione del fatto che il conto corrente emozionale sia in perdita e che, a sua volta, si senta a credito di attenzioni. Se la tua donna non ti coccola più da tempo o non si dimostra più attratta da te come una volta, forse è perchè da mesi la soffochi con i tuoi problemi di lavoro, e le tue lamentele la sera a tavola, oppure perchè ti dimentichi di essere attraente e di aver cura del tuo aspetto per piacerle. Più il conto “piange”, più la relazione ne soffre e , alla lunga, ne varrà compromessa.



La metafora del conto corrente emozionale si riferisce alla sensazione di sicurezza che si prova nei confronti di un altro essere umano, alla quantità di fiducia che si è venuta a creare in un rapporto.

Per mantenere attivo il conto corrente emozionale bisogna:

1Comprendere la persona, mettersi nei suoi panni o, come dicono gli indiani d'America, “camminare nei suoi mocassini”, cercare di capire quali sono le motivazioni che l'hanno spinta a dire o a fare qualcosa, prima di giudicare o di sentirsi feriti e offesi. Visto dal'altro punto di vista, il gesto che tanto ci ha infastiditi e minacciati, può sembrare assolutamente giustificabile o del tutto legittimo.

La metafora del conto corrente emozionale è stata ideata da Stephen Covey e illustrata nel suo splendido libro “I sette pilastri del successo” (Bompiani ,1989). Covey dice sempre che comprendere una persona è uno dei “depositi ” più importanti che si possono effetturare, anche perchè ci garantisce che in futuro, quando saremo noi ad avere problemi, con tutta probabilità quella stessa persona sarà disponibile ad accettare di buon grado qualche nostro “prelievo”.

2Ascoltare attivamente
Poche cose come la mancanza di attenzione ci fanno sentire poco considerati dal prossimo, azzerando il livello di soddisfazione nel nostro bisogno di importanza. Ma ascoltare non è suffiente , per ottenere risultati positivi bisogna ascoltare attivamente. Cosa distingue l'ascolto attivo da quello normale? E' la stessa differenza che c'è tra osservare e guardare solamente: mentre gli occhi guardano o le orecchie ascoltano, la nostra mente è focalizzata e attenta alle informazioni che sta incamerando.

Ci sono 4 diversi livelli di ascolto che puoi utilizzare con un interlocutore:

A non ascolto: le tue orecchie ascoltano, ma la tua mente pensa ad altro. Non saresti in grado di ripetere quasi nulla di ciò che ti è stato detto, se non le ultime 5 o 6 parole la cui eco ti gira ancora nella scatola cranica.

B Ascolto centrato su se stessi: ascolti ciò che ti viene detto intervenendo costantemente per dare riferimenti sul tuo punto di vista , su tue esperienze simili, su come ti saresti comportato tu.”Io” “a me”, “secondo me” sono i termini che immancabilmente utilizzi nelle tue frequenti interruzioni. Alla fine della conversazione sei stato tu il protagonista.

C Ascolto centrato sull'altro: a questo livello ascolti attivamente l'altra persona mostrando interesse interesse per il suo racconto. Il tuo corpo è proteso verso l'interlocutore, lo guardi in faccia e accompagni la sua narrazione con domande di approfondimento e chiarificazione .

D Ascolto globale: non ti limiti ad ascoltare le sue parole , ma presti attenzione alla sua “metacomunicazione”. Intuisci le sue credenze, i suoi valori, osservi ciò che nel frattempo comunica il suo linguaggio non verbale. Tutta la tua acutezza sensoriale è attivata per incamerare ogni informazione che ti viene passata “tra le righe”.

Solo gli ultimi due livelli di ascolto (C e D) rappresentano un ascolto attivo che verrà percepito come un sincero interesse nei confronti dell'interlocutore . Al contrario, essere ascoltati al primo o al secondo livello(A e B), ha per la nostra controparte, l'effetto di un prelievo.

3 Essere attenti alle piccole cose

A volte siamo così presi da noi stessi, dai nostri progetti e problemi da dimenticare che le piccole cose hanno una grandissima importanza. Una frase gentile, una gratificazione, il riconoscimento di un lavoro fatto bene, un ringraziamento sentito fanno la differenza dei rapporti. E' vero che forse la maggior parte di noi desidera compiere qualcosa di grande per cui essere ricordato, ma è anche vero che tutti veniamo conquistati soprattutto da piccoli gesti, da semplici dimostrazioni di affetto, da una frase gentile, un regalino inaspettato o un complimento sincero e gratificante.

4 Chiarire bene le aspettative.

“dovevi farlo tu...
ma guarda che non avevo detto questo!
Ma io aspettavo che tu mi dicessi che eri pronto...
L'accordo era che...
Sono sicuro che avevamo stabilito che invece...
Io ero stato chiaro sul fatto che..”

Quante volte abbiamo pronunciato o sentito frasi simili? Poca chiarezza nella comunicazione, eccessive aspettative, difficoltà o imbarazzo a essere precisi sui ruoli provocando situazioni di mal contento e fraintendimento che possono minacciare anche il rapporto più saldo.
In questo caso il “deposito” consiste nell'essere estremamente chiari, anche a costo di sembrare sgarbati o cinici, su ciò che è il compito proprio e ciò che si aspetta dal partner. Lasciare una parte nel dubbio causerà sicuramente malintesi e ritardi nel progetto, oltre a un enorme dispendio di energia. Non si può sperare che “le cose si sistemino da sole” se c'è una carenza nella comunicazione ognuno si crea aspettative circa il ruolo dell'altro e questo porterà il “conto” in rosso.

5 Fare ciò che si dice.

A volte la coerenza è un concetto che può essere confuso con la rigidità. Quante persone si rinchiudono in ruoli e copioni che sono evidentemente inadeguati alla loro situazione solo perchè “ sono coerenti” con quanto avevano promesso a qualcuno anni prima. Questa non è coerenza ma è rigidità , mancanza di flessibilità mentale e di capacità di adattamento.
Tuttavia impegnarsi per primi a fare ciò che si dice è sicuramente la maniera migliore di guadagnarsi la stima e il rispetto degli altri. Se le persone sanno che ciò che tu hai detto farai,ti riterranno affidabile e degno di stima.

6 Saper chiedere scusa quando si sbaglia.

Molte persone hanno enormi difficoltà ad ammettere i propri errori, tanto da non riuscire a pronunciare la frase “ho sbagliato” e vivono l'ammettere i propri sbagli e lo scusarsi come una terribile debolezza. Ci comportiamo in maniera sgarbata o aggressiva con chi amiamo , magari solo perchè abbiamo avuto una giornataccia, ce ne rendiamo conto, e invece di scusarci per questo, rincariamo unlteriormente la dose , diventando ancora più aggressivi in cerca di una giustificazione al nostro comportamento assurdo. Anche se chi ci ama è di solito disposto a perdonarci spontaneamente, trovando da sé una giustificazione al nostro comportamento, quando non chiediamo scusa il nostro conto subisce un “addebito”. Scusarsi sinceramente e onestamente, invece, è il modo migliore per ripianare immediatamente il debito, anzi, tende a far aumentare la stima che quella persona nutre per noi.

7Essere disponibili

L'essere disponibili nei confronti di qualcuno è uno dei principali modi per dimostrare fattivamente che per noi quella persona è importante . Infatti, quel piccolo extra spesso è più apprezzato di un impegno molto grande, che in qualche modo era dovuto. Fai attenzione a non confondere l'essere disponibile con l'essere a disposizione: nel primo caso scegliamo indipendentemente di fare qualcosa per qualcun altro, nel secondo , invece, siamo incapaci di dire di no alle richieste altrui ( quindi finisce che ne subiremo in continuazione, perchè daremo noi stessi l'opportunità agli altri di approfittarne di noi e del nostro bisogno di sentirci amati).

8 Dimostrare sincero interesse

Il deposito più cospicuo si ottiene interessandoci agli altri sinceramente e senza aspettarci nulla in cambio. Anche le critiche più feroci saranno accettate positivamente , se la persona sentirà da parte nostra un reale interesse al suo miglioramento , se avvertirà che abbiamo detto quelle cose non tanto per il gusto di criticare, ma per dare un nostro contributo totalmente disinteressato alla sua crescita. E' una forma di amore incondizionato che diamo al nostro interlocutore, che ci sentirà automaticamente più vicini. Al contrario , l'interesse “interessato” , con un secondo fine , verrà facilmente avvertito , quanto meno a livello inconscio e sortirà l'effetto di un “prelievo” dal conto.Ogno individuo ha la necessità di soddisfare i suoi bisogni fondamentali. Tutti i comportamenti che vanno incontro ai bisogni altrui sono dei “versamenti” sul conto corrente emozionale.

Tratto da un libro di Roberto Re.

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