giovedì 5 maggio 2011

CREDERE IN SE STESSI


Era il 23 Giugno del 1940 quando nacque prematuramente Wilma Rudolph , era la ventesima di ventidue figli, faceva parte di una famiglia di colore molto povera del Tennessee. Wilma fin dalla nascita non godeva di un’ottima salute, infatti a causa di una poliomielite ha avuto grossi problemi al piede destro, il medico disse che non sarebbe più riuscita a camminare, ma la madre di Wilma “una grande donna” era convinta del contrario, e la figlia credette a lei...Dopo molti anni di esercizi di riabilitazione e di costanti incoraggiamenti da parte della madre, delle sorelle e dei fratelli a dodici anni Wilma era in grado di camminare, senza stampelle, sostegni o scarpe correttive, e per i medici è stato considerato un miracolo, un po’ come “forrest gump”.

Wilma aveva un sogno: “diventare una campionessa di atletica leggera”, specializzandosi sulle gare su pista. Così si iscrisse alla prima gara, ma arrivò al traguardo per ultima…nelle gare successive per mesi e mesi continuò ad arrivare ultima, tutti quanti le dicevano di smettere, ma lei non si arrese, non gettò mai la spugna, credeva in se stessa e voleva realizzare il suo sogno, così continuò a gareggiare, finchè un bel giorno vinse una gara, poi un’altra e un’altra ancora… a soli 16 anni faceva parte della staffetta olimpionica americana e vinse la medaglia di bronzo nella 4x100. Nel settembre del 1960 alle Olimpiadi di Roma Wilma Rudolph entrò nella storia diventando la prima donna americana a vincere 3 ori olimpici nei 100 e nei 200 metri e nella staffetta 4x100. La bambina alla quale era stato detto che non avrebbe mai potuto più camminare, diventò una delle atlete più famose del mondo.

“Mia madre mi insegnò molto presto a credere di poter ottenere qualunque risultato desiderassi. Il primo fù camminare senza sostegni”. Wilma Rudolph



In alcuni paesi del Sud degli Stati Uniti “colonel” è un titolo di riconoscimento attribuito a coloro che con il loro lavoro hanno portato onore alla comunità, ho specificato questo, perché sto per raccontare la storia del colonnello Sanders.

Il colonnello Sanders gestiva un piccolo chiosco all’interno di una stazione di servizio nella cittadina di Corbin, nel Kentucky. Numerosi erano i viaggiatori che si fermavano appositamente dal colonnello per mangiare la sua specialità “il pollo fritto”. Ma nel 1950 fù costruita un’autostrada che deviò il traffico al di fuori del piccolo centro abitato, segnando così la fine della piccola attività del colonnello, lasciandolo a corto di clienti.

All’età di 65 anni Sanders andò finalmente in pensione, e si aspettava di godersi in tutta tranquillità il resto della vecchiaia coltivando finalmente i suoi hobby e le sue passioni, ma quando ricevette il primo assegno previdenziale, scoprì che la sua pensione sociale ammontava a 100 dollari al mese, e si rese conto che non poteva vivere decentemente con una cifra così bassa.

Invece di imprecare contro il governo e la società , Sanders iniziò a domandarsi cosa avrebbe potuto fare per guadagnare il denaro sufficiente per permettersi una vita benestante. Ma il colonnello, non possedeva grosse abilità o conoscenze specifiche sulle quali puntare, tranne una…solo una cosa gli riusciva meglio che a chiunque altro e per la quale aveva ricevuto numerosi lodi e complimenti da parte di tutti i clienti del suo chiosco: nessuno sapeva cucinare il pollo fritto bene quanto lui. La sua ricetta segreta , era l’unica cosa speciale che aveva a disposizione, e quindi l’unica possibile fonte di guadagno. Se il suo pollo era così buono come tutti gli dicevano,Sanders pensò che un ristorante avrebbe potuto incrementare i propri guadagni attirando più gente con la sua specialità. Il colonnello Sanders si convinse che avrebbe potuto non solo vendere la ricetta, ma anche insegnare ai cuochi come cucinarla , nel migliore dei modi, chiedendo in cambio una percentuale sugli incassi del locale. Così questo vecchietto vestito di bianco bussò alle porte dei ristoranti proponendo un affare straordinario…molti lo presero in giro e altrettanti gli sbatterono la porta in faccia, ma il colonnello non rinunciò. Per due anni guidò la sua macchina mezza scassata in lungo e in largo per tutti gli Stati Uniti ricevendo ben 1009 risposte negative, prima di arrivare al proprietario di un piccolo ristorante che comprò il suo servizio. Quante persone conoscete che avrebbero resistito a due anni di rifiuti, esattamente a 1009 risposte negative, continuando comunque ad andare avanti? Molto poche credo..vi dirò di più, la maggior parte delle persone avrebbe già rinunciato dopo un paio di rifiuti, o più probabilmente non avrebbero mai intrapreso un progetto del genere, ed è proprio questo il motivo per cui esiste un solo colonnello Sanders!!

Nel 1964 vendette a due milioni di dollari, l’azienda che aveva creato , a partire dal quel primo acquirente dodici anni prima e che era diventata nel frattempo, una catena di 600 punti in franchising, riuniti sotto il marchio “Kentucky Friend Chicken” , che riportava nel suo logo il ritratto di questo simpatico vecchietto con baffi, pizzo e capelli bianchi. Oggi a più di 20 anni dalla sua morte la KFC è una delle catene di fast food più importanti del mondo con oltre trentaduemila punti vendita in più di cento differenti nazioni, e il volto del colonnello Sanders caratterizza uno dei marchi più riconoscibili del pianeta.


Che cosa hanno in comune i protagonisti di queste due storie?

In modi, tempi, e contesti diversi , sono riusciti entrambi a raggiungere il risultato che si erano prefissati perché ci credevano, credevano veramente nel profondo di loro stessi che avrebbero potuto farcela, e poco importa che tutto l’ambiente intorno a loro dicesse il contrario. L’unica cosa davvero importante era ciò che loro stessi pensavano.

“l’ingrediente chiave del successo è credere veramente, e il vero successo comincia dal credere in se stessi.”
Colin Turner


Se volete raggiungere dei risultati sia nella vita che nella conquista delle donne, dovete impegnarvi, dovete credere in voi stessi..i rifiuti e gli insuccessi fanno parte del percorso, se getterete la spugna sarete dei perdenti, Wilma Rudolph non l’ha mai gettata e ha realizzato il suo sogno, il colonnello Sanders è diventato ricco, perché è stato costante, ha perseverato e non si è lasciato scoraggiare dai numerosi rifiuti.

Sono sicuro che anche voi potete realizzare i vostri sogni, se perseverate e credete in voi stessi.

Tratto da un libro di Roberto Re “ Leader di te stesso”

2 commenti:

  1. Stai riportando storie di autostima, fiducia e forza di volontà davvero belle e degne di nota.
    A volte però è molto dura ricevere "1009 risposte negative" perchè indebolisce moralmente e non tutti hanno la forza di essere dei "Sanders".
    C'è da dire una cosa però...lui era sicuro di essere nel giusto ed è andato sempre avanti. Penso che, come lui ha fatto, non bisogna bussare sempre alle stesse porte, la risposta difficilmente cambierà.

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  2. Infatti Sanders ha bussato sempre a nuove porte finchè non ha trovato la porta giusta...Chi non ha la forza di essere un Sanders è un individuo che si accontenta della sua situazione, che accetta la realtà senza lottare, senza un obbiettivo...un perdente...Sanders oltre che ad essere sicuro della suo proggetto credeva in se stesso!!Ed è proprio questa l'arma vincente che porta a dei risultati "credere in se stessi".

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